Chi Siamo

L'Agenzia Investigativa Lupo opera in Italia sin dal 1987.
Il titolare Lupo Francesco, Maresciallo dei Carabinieri in congedo, dopo una carriera segnata da brillanti risultati al servizio dello stato, decise di mettere a disposizione dei privati, dei professionisti e delle aziende tutta la professionalita e l'esperienza acquisite in anni di duro lavoro.
Per questo la nostra Agenzia lavora da ventidue anni con la massima riservatezza e serietà, riscuotendo notevoli successi e fornendo servizi adatti alle diverse esigenze di ogni cliente.
Dal gennaio 2000 l'Agenzia ha notificato il proprio statuto societario, diventando società in nome collettivo.

Questo per permettere di entrare in società al figlio Alessandro che per sette anni ha prestato la propria collaborazione sotto l'attenta direzione del padre e che inoltre ha seguito una formazione teorica presso importanti strutture ed una pratica "sul campo".

Le Vostre richieste possono essere inoltrate senza problemi di reperibilita, poichè siamo in grado di offrirVi un servizio di disponibilità completa a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Il nostro personale, composto da uomini e donne altamente qualificato, formati ed aggiornato costantemente sulle innovazioni tecnologiche e giuridiche.

 

Cosa Facciamo

Il nostro obiettivo è la risoluzione dei problemi del cliente. Non a caso abbiamo deciso di usare come nostro motto la frase: "Ogni tuo problema diventa nostro".

Siamo consci della possibilità che nella vita di una persona o di un'azienda possano presentarsi problemi assolutamente imprevisti e, proprio per questo, di difficile soluzione, essendo il soggetto probabilmente impreparato ad affrontarli.

Perciò siamo quindi in grado, anche in caso di problemi delicati e particolari, di mettere tutta la nostra esperienza al servizio del cliente, cercando con lui la via migliore per la soluzione di qualsiasi necessità, per aiutarlo ad essere piu sereno attraverso la collaborazione di professionisti del settore.
Il caso sotto riportato non costituisce che un esempio dei casi che ogni giorno ci troviamo ad affrontare, che sono sempre diversi, in quanto ogni cliente ha le sue precise esigenze e nel nostro settore non sono possibili standardizzazioni.
I nomi, gli indirizzi e le citta non verranno citati per ovvie ragioni di Privacy, verrano sostituiti con altri di pura fantasia.

La società Alfa, leader di mercato nel proprio settore, dal secondo semestre dell'anno precedente continuava a perdere clienti, non fra quelli piu prestigiosi, ma bensi fra i piu piccoli. Il signor "Rossi", amministratore delegato, decise di fare una ricerca per scoprire se le cause erano dovute a migliori condizioni offerte dalla concorrenza oppure ad una congiuntura negativa. I clienti, contattati dai venditori diedero tutti la stessa risposta: ci foiamo da un'altra ditta.Fu a questo punto che il signor "Rossi" non si accontento delle risposte ottenute dal proprio venditore e decise di rivolgersi alla nostra Agenzia per fare chiarezza fino in fondo su quanto stava accadendo.

I nostri agenti si misero immediatamente al lavoro e fu proprio nello svolgimento delle indagini che vennero alla luce alcuni dati interessanti:
il prezzo a cui venivano venduti i prodotti da parte della ditta concorrente, era inferiore del 40% rispetto a quello della ditta "Alfa". Questo dato sembro impossibile al signor "Rossi" in quanto i prodotti offerti dalla sua ditta erano da sempre i migliori, costruiti con grande qualita, con i migliori materiali, ma la grande esperienza e l'uso di macchinari all'avanguardia, portavano la differenza di prezzo ad un 10-12% rispetto a quello della concorrenza.Nelle indagini era emerso inoltre che per l'acquisto di prodotti dai piccoli clienti vi era un tempo di attesa abbastanza lungo, fra i tre ed i quattro mesi, ma non si riusciva a venire a conoscenza della ditta produttrice.

Con in mano l'elenco dei clienti, dopo alcuni gioi di appostamenti i nostri agenti segnalarono che da questi piccoli clienti arrivava periodicamente un autocarro della ditta "Alfa". Nonostante non vi fosse alcun motivo non essendo previste consegne o resi di merce.

Informato degli sviluppi il signor "Rossi" rimase molto sorpreso: infatti durante queste strane visite ad alcuni clienti venne identificato il signor "Mario Bianchi", da sempre uomo di fiducia della ditta. Quest'ultimo era il responsabile del magazzino e delle spedizioni, aveva molta liberta di movimento e spesso usciva con il furgone per portare i prodotti a veiciare dai conto-terzisti.

Inoltre nella stessa ditta lavoravano il fratello, come magazziniere, il figlio, come venditore, la figlia e la nuora fra le addette alla produzione. Com'era logico i sospetti cominciarono ad essere sempre piu precisi e consistenti, sebbene l'incredulita del signor "Rossi" fosse enorme. A questo punto le indagini andarono a convergere su tutti gli elementi della famiglia, che abitavano in periferia, dove vi era una grande casa.

Emersero quindi tre dati importanti: Finanziariamente il tenore della famiglia "Bianchi" era cambiato: l'acquisto di una nuova autovettura BMW da parte del figlio, anche se come venditore aveva subito anche lui la perdita di alcuni clienti, l'acquisto di una nuova utilitaria per la moglie ed infine una maggiore frequentazione di ristoranti e locali di divertimento.

Da alcuni racconti dei vicini emerse che nel piccolo fabbricato a lato della casa erano aumentati i movimenti del furgone della ditta "Alfa", soprattutto dopo le ore 17.30. Dallo stesso inoltre ogni fine settimana arrivavano molti rumori. Dai registri della ditta emerse una piu frequente rottura, danneggiamento o perdita di materiali, proprio dove lavorava qualche persona della famiglia "Bianchi"
Mettendo insieme gli elementi raccolti fino a quel momento le indagini portarono ben presto a dei risultati: all'Amministratore delegato, signor "Rossi" venne riferito che il signor "Mario Bianchi" aveva iniziato a produrre gli stessi prodotti per proprio conto, nella propria casa ed in quantitativi limitati. Evidentemente cio era possibile in quanto tutti gli elementi della famiglia si adoperavano per procurare i relativi materiali, segnalando finti danneggiamenti o semplicemente sottraendoli e segnalando degli ammanchi. Alla sera, quando la maggior parte degli operai se ne erano gia andati, il signor "Mario Bianchi" caricava tutto sul furgone e lo trasportava presso la propria abitazione, dove veniva lavorato. Per la veiciatura non c'erano problemi, uno delle due ditte che si occupava della lavorazione dei prodotti della ditta Alfa, partecipava lavorando in nero i pezzi "extra" . Delle vendite si occupava il figlio del signor "Mario Bianchi", avvantaggiato dall'essere un venditore.Tutti questi elementi erano supportati da gioi di indagini, da prove, anche filmate, degli spostamenti.
Quindi attraverso le accurate indagini svolte si attese la preparazione di un quantitativo consistente di prodotti da parte del signor "Mario Bianchi" ed un venerdi, mentre li caricava sul camion, venne predisposta la trappola.

Vista la particolare pozione della casa, abbastanza isolata, con molti prati ai lati, tutti gli agenti erano radiocollegati. L'agente "Uno" era l'atleta con la tuta da ginnastica che fingeva di fare jogging, l'agente due portava il cane a spasso, mentre gli agenti tre e quattro, coppia di fidanzati, si fermarono a chiedere indicazioni proprio a "Mario Bianchi". Videro cosi che quest'ultimo, in compagnia del fratello e del figlio, aveva caricato il furgone di materiale prodotto presso l'abitazione e si accingeva a partire per la consegna.

Al momento giusto gli agenti di questa Agenzia segnalarono ai titolari, che erano in compagnia del signor "ROSSI", che era il tempo di agire. Dopo pochi istanti giunsero tutti sul posto. Il signor "Mario Bianchi" si finse sorpreso, ma bastarono pochi sguardi, poche parole, perche decidesse di ammettere tutto.Venne cosi alla luce che queste criminose manovre erano nate circa due anni prima.

In un primo momento per fare un favore ad un amico. Successivamente ,vista l'aumentare della domanda, tutta la famiglia Rossi aveva iniziato a collaborare, lavorando alcuni pezzi nella ditta ed altri a casa. Perfino le viti venivano rubate!

L'epilogo della storia e semplice: licenziamento e conseguenze penali per tutti i coinvolti, perdita di tutte le commissioni per il veiciatore contoterzista, che si era prestato all'attivita illegale e, per il nostro cliente la cessazione immediata del danno ed un pronto ritoo degli ordini da parte delle ditte che avevano cessato di rifoirsi.